22 Gennaio 2022
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Cos’è l’utero colico?

Fondazione ginevrina per l’educazione e la ricerca medica

Azione uterina anormale

  • Azione uterina troppo efficiente
    • Precipitare il travaglio: in assenza di ostruzione
    • Contrazione e retrazione eccessive: in presenza di ostruzione
    • Inerzia ipotonica
    • Inerzia ipertonica
      • Utero colico
      • Segmento uterino inferiore iperattivo

      Un travaglio che dura meno di 3 ore.

      È più comune nelle pluripare quando ci sono;

      • forti contrazioni uterine,
      • bambino di piccole dimensioni,
      • bacino spazioso,
      • minima resistenza dei tessuti molli.
      • Materno:
        • Lacerazioni della cervice, della vagina e del perineo.
        • Shock.
        • Inversione dell’utero.
        • Emorragia post-partum:
          • nessun tempo di retrazione,
          • lacerazioni.
          • lacerazioni,
          • ambiente inadeguato.
          • Emorragia intracranica dovuta a compressione e decompressione improvvisa della testa.
          • Asfissia fetale dovuta a:
            • forti e frequenti contrazioni uterine che riducono la perfusione placentare,
            • mancanza di rianimazione immediata.

            La paziente che ha avuto un precedente travaglio precipitoso deve essere ricoverata prima della data prevista per il parto perché è più incline a ripetere il travaglio precipitoso.

            • Anestesia per inalazione: come il protossido d’azoto e l’ossigeno per rallentare il corso del travaglio.
            • Agenti tocolitici: come ritodrina (Yutopar) può essere efficace.
            • Episiotomia: per evitare lacerazioni perineali ed emorragie intracraniche.

            Esaminare la madre e il feto per individuare eventuali lesioni.

            ECCESSIVA CONTRAZIONE E RETRAZIONE UTERINA

            Anello di retrazione fisiologico

            È una linea di demarcazione tra il segmento uterino superiore e inferiore presente durante il travaglio normale e di solito non può essere sentita addominalmente.

            Anello di retrazione patologico (anello di Bandl)

            • È l’anello di retrazione ascendente durante il travaglio ostruito, dovuto alla marcata retrazione e all’ispessimento del segmento uterino superiore, mentre il segmento inferiore, relativamente passivo, è notevolmente allungato e assottigliato per accogliere il feto.
            • L’anello di Bandl si vede e si sente addominalmente come un solco trasversale che può salire fino o sopra l’ombelico.
            • Quadro clinico: è quello di un travaglio ostruito con imminente rottura dell’utero (vedere più avanti).
            • Il travaglio ostacolato deve essere trattato adeguatamente altrimenti il segmento uterino inferiore assottigliato si romperà.

            INERZIA UTERINA IPOTONICA

            Le contrazioni uterine sono poco frequenti, deboli e di breve durata.

            Non si sa, ma i seguenti fattori possono essere incriminati:

            • Fattori generali:
              • Primigravida particolarmente anziana.
              • Anemia e astenia.
              • Nervoso ed emotivo come ansia e paura.
              • Ormonale dovuto alla carenza di prostaglandine o ossitocina come nel travaglio indotto.
              • Uso improprio di analgesici.
              • Sovradistensione dell’utero.
              • Anomalie di sviluppo dell’utero, per esempio ipoplasia.
              • Miomi dell’utero che interferiscono meccanicamente con le contrazioni.
              • Malformazioni, malposizioni e sproporzioni cefalopelviche. La parte presentata non si adatta al segmento uterino inferiore, il che porta all’assenza di contrazioni uterine riflesse.
              • Vescica e retto pieni.
              • Inerzia primaria: contrazioni uterine deboli fin dall’inizio.
              • Inerzia secondaria: inerzia sviluppata dopo un periodo di buone contrazioni uterine quando non è riuscito a superare un’ostruzione, per cui l’utero è esaurito.
              • Il travaglio è prolungato.
              • Le contrazioni uterine sono poco frequenti, deboli e di breve durata.
              • Dilatazione cervicale lenta.
              • Le membrane sono solitamente intatte.
              • Il feto e la madre di solito non sono colpiti a parte l’ansia materna dovuta al travaglio prolungato.
              • Maggiore suscettibilità alla placenta trattenuta e all’emorragia post-partum a causa dell’inerzia persistente.
              • Tocografia: mostra onde infrequenti di contrazioni con bassa ampiezza.
              • Misure generali:
                • Esame per rilevare la sproporzione, la malpresentazione o la malposizione e gestire secondo il caso.
                • Gestione corretta della prima fase (vedi travaglio normale).
                • Antibiotici profilattici nel travaglio prolungato, in particolare se le membrane sono rotte.
                • A condizione che;
                  • il parto vaginale sia possibile,
                  • la cervice sia più di 3 cm di dilatazione e
                  • la parte presentante occupi bene il segmento uterino inferiore.
                  • rilascio di prostaglandine.
                  • stimolazione riflessa delle contrazioni uterine quando la parte presentante si avvicina al segmento uterino inferiore.
                  • Se non ci sono controindicazioni, si somministrano 5 unità di ossitocina (syntocinon) in 500 c.c. di glucosio 5% per infusione endovenosa iniziando con 10 gocce al minuto e aumentando gradualmente per ottenere un tasso di contrazione uterina di 3 per 10 minuti.
                  • Parto vaginale: con forcipe, vuoto o estrazione podalica secondo la parte presentata e il suo livello, a condizione che,
                    • la cervice sia completamente dilatata.
                    • Il parto vaginale è possibile.
                    • fallimento dei metodi precedenti.
                    • controindicazioni all’infusione di ossitocina, compresa la sproporzione.
                    • sofferenza fetale prima della completa dilatazione cervicale.

                    INERZIA UTERINA IPERTONICA (Azione uterina scoordinata)

                    • Utero colico: incoordinazione delle diverse parti dell’utero nelle contrazioni.
                    • Segmento uterino inferiore iperattivo: così si perde la dominanza del segmento superiore.

                    La condizione è più comune nelle primigravide e caratterizzata da:

                    • Il travaglio è prolungato.
                    • Le contrazioni uterine sono irregolari e più dolorose. Il dolore si sente prima e durante le contrazioni con una marcata lombalgia spesso in posizione occipito-posteriore.
                    • Alta pressione intrauterina a riposo tra le contrazioni uterine rilevata dalla tocografia (il valore normale è 5-10 mmHg).
                    • Dilatazione cervicale lenta.
                    • Rottura prematura delle membrane.
                    • Distress fetale e materno.
                    • Misure generali: come inerzia ipotonica.
                    • Misure mediche:
                      • Analgesico e antispasmodico come la petidina.
                      • L’analgesia epidurale può essere di buon beneficio.
                      • Fallimento dei metodi precedenti.
                      • Sproporzione.
                      • Angoscia fetale prima della completa dilatazione cervicale.

                      ANELLO DI COSTRIZIONE (CONTRAZIONE)

                      • È uno spasmo anulare persistente e localizzato dei muscoli circolari uterini.
                      • Si verifica in qualsiasi parte dell’utero, ma di solito alla giunzione dei segmenti uterini superiori e inferiori.
                      • Può verificarsi al 1°, 2° o 3° stadio del travaglio.

                      I fattori predisponenti sono sconosciuti:

                      • Malversazioni e malposizioni.
                      • Manipolazioni intrauterine maldestre in anestesia leggera.
                      • Uso improprio dell’ossitocina, per esempio
                        • uso di ossitocina in inerzia ipertonica.
                        • Iniezione IM di ossitocina.
                        • La condizione è più comune nelle primigravide e frequentemente preceduta da coliche uterine.
                        • La diagnosi esatta si ottiene solo tastando l’anello con una mano introdotta nella cavità uterina.
                        • 1° stadio prolungato: se l’anello si presenta a livello dell’os interno.
                        • 2° stadio prolungato: se l’anello si trova intorno al collo del feto.
                        • Placenta trattenuta ed emorragia post-partum: se l’anello si presenta nel 3° stadio (contrazione oraria).
                        • Escludere le malformazioni, le malposizioni e le sproporzioni.
                        • Nel 1° stadio: La petidina può essere utile.
                        • Nel 2° stadio: Anestesia generale profonda e inalazione di nitrito di amile per rilassare l’anello di costrizione:
                          • Se l’anello è rilassato, il feto viene consegnato immediatamente con il forcipe.
                          • Se l’anello non si rilassa, si esegue un taglio cesareo con incisione verticale del segmento inferiore per dividere l’anello.

                          Mancata dilatazione della cervice entro un tempo ragionevole nonostante le contrazioni uterine regolari.

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